2009-01-06
di SUSANNA ZAMBON
MONTAGNA VALTELLINA
«SEMPRE DISPONIBILE, operoso e sorridente». Don Tullio Schivalocchi ha voluto ricordare così Giovanni Gandossini, il 29enne morto misteriosamente la notte di capodanno in ospedale. Parole sentite ed emozionate quelle del parroco di Montagna Valtellina, che ieri ha celebrato i funerali del giovane a cui hanno preso parte centinaia di persone provenienti da tutta la Valle. La chiesa parrocchiale e nemmeno il cortile antistante sono riusciti ad ospitare le tante persone, parenti, amici, conoscenti, colleghi, rappresentanti dellAmministrazione comunale di Montagna e della Cm, che hanno voluto salutare per lultima volta Giovanni. Sulle facce di tutti i presenti lespressione incredula e interrogativa di chi non riesce a spiegarsi il motivo di una morte tanto improvvisa e inaspettata. «Tutti noi ci domandiamo il perché di una morte così misteriosa - ha infatti affermato don Tullio - ma se non accettiamo con la fede quello che è accaduto rischiamo di perdere la ragione. Invece che chiederci perché dobbiamo chiederci dove Giovanni si è incamminato e concentrarci sulla certezza che un giorno lo incontreremo di nuovo. Non dobbiamo provare malinconia per una persona che ci ha lasciato per sempre, ma nostalgia per un giovane che ritroveremo, che si è incamminato per prepararci un posto in una terra di gioia e felicità».
LE PAROLE del parroco erano rivolte in particolare alle persone più colpite dalla tragedia: la giovane moglie Elena, la figlioletta Alice di poco più di un anno, i genitori Anna e Mario, la sorella Sara, lo zio prete, don Antonio, i nonni, i suoceri e tutti i parenti. «Se siete qui così in tanti - ha proseguito durante lomelia - è perché la sua vita è stata un dono. Quello che dà sapore alla vita è lamore, e lui non ha mai tenuto il suo amore per sè. Tanto ha dato e tanto ha ricevuto, non ha vissuto la sua vita inutilmente. So che questo è un momento incredibilmente duro per i suoi cari, ma a volte basta chiudere gli occhi per ritrovare una persona scomparsa e sentirne la voce. Se potesse Giovanni ora direbbe a chi ha amato di non piangere perché lui ora vi vuole bene ancor più di prima».