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TRAGEDIA SUL LAVORO A GORGONZOLA

Schiacciato da una pedana elevatrice
Muore un operaio di 28 anni

Ancora da chiarire la dinamica dell’incidente costato la vita ieri pomeriggio al giovane manutentore. Alla ricostruzione lavorano gli agenti di Polizia locale, rimasti per ore sul luogo dell’incidente, un condominio in via Argentia

di Monica Autunno

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La polizia locale sul luogo dell'incidente mortale in via Argentia (Foto Newpress) Gorgonzola, 27 agosto 2009 - Schiacciato e stritolato da una pedana elevatrice. Una fine orribile quella di Paolo Marchesi, 28 anni soltanto, di Basiano.

 

Il giovane operaio della manutenzione ieri pomeriggio, erano quasi le 17, ha trovato la morte mentre lavorava da solo alla manutenzione di un elevatore per auto in un nuovissimo condominio di Gorgonzola, in via Argentia 27.

 

Sono ancora da scontornare i dettagli della tragedia e l’esatta dinamica dell’incidente costato la vita al giovane operaio. Alla ricostruzione lavorano gli agenti di Polizia Locale, che ieri sono rimasti per ore sul luogo dell’incidente, e cui è toccato l’ingrato compito di informare della tragedia, nel tardo pomeriggio, la famiglia della vittima.

 

L’uomo aveva ripreso a lavorare da pochi giorni, dopo la pausa estiva. Teatro dell’ennesima morte sul lavoro, un nuovo complesso di palazzine a due piani in via Argentia, a due passi dal centro. Appartamenti gialli circondati da piccoli giardini, e, per arrivare ai garage nell’interrato, una pedana-ascensore per auto, in funzione da poco tempo, cui si accede da un cancello elettrico.

 

L’operaio, dipendente di una ditta di collaudo e manutenzione di ascensori ed elevatori, era arrivato a Gorgonzola nel primo pomeriggio di ieri. Doveva evidentemente svolgere alcuni controlli e lavori di messa a punto sull’impianto elettrico e di automazione che regola il funzionamento della pedana.

 

Non è chiaro cosa, all’improvviso, lo abbia tradito. L’unica cosa sicura è che l’uomo è rimasto imprigionato e schiacciato. Così, intrappolato fra l’elevatore e il muro, già privo di vita, lo hanno estratto i Vigili del fuoco. Per lui i soccorritori non hanno potuto fare nulla.

 

A dare l’allarme alcuni condomini, che hanno sentito urlare, hanno cercato di aiutare, e hanno chiamato i soccorsi. Sconvolti, ieri pomeriggio hanno raccontato quanto hanno visto agli inquirenti, ma non hanno riferito ad altri una sola parola.

 

Sulla pedana assassina, ora posta sotto sequestro e a disposizione per il prosieguo dell’indagine, sono rimasti abbandonati un marsupio e una cassetta degli attrezzi aperta, con un nome, "Paolo", scritto con il pennarello indelebile. Nessun altro segno della tragedia che si è consumata in uno dei primi pomeriggi di lavoro dopo la normale pausa festiva, in un quartiere centrale ancora avvolto nell’irreale quiete delle ferie.

 

Il corpo dell’operaio, estratto dalla trappola mortale, è stato trasferito alla camera mortuaria di Milano, dove si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sarà certamente sottoposto ad autopsia nei prossimi giorni. Prudenza da parte degli inquirenti nel dettagliare le cause esatte della morte, che solo ulteriori attenti approfondimenti potranno chiarire.

 

Il fatto che l’uomo stesse probabilmente lavorando al quadro elettrico dell’elevatore ha fatto ipotizzare un iniziale folgoramento, poi escluso. Tutti gli elementi raccolti e il primo esame sul corpo, ha spiegato ieri il comandante della Polizia locale Claudio Castellano, riconducono alla morte per schiacciamento. 

Monica Autunno










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