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Dopo il rimpastone,
arriva la nuova Giunta
Ecco gli assessori vincitori

Il Sindaco Letizia Moratti ha apportato numerosi cambiamenti alla sua squadra. Riccardo De Corato ha fatto il pieno e ha aumentato il peso di Carlo Masseroli e Bruno Simini. L'opposizione, in aula, è andata all'attacco

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Riccardo De Corato e Letizia Moratti
Riccardo De Corato e Letizia Moratti

Milano, 20 novembre 2009 - Il copione è sempre il medesimo: a ogni rimpasto di giunta la maggioranza rende dichiarazioni distensive sul nuovo e migliore assetto per governare la città, mentre l’opposizione mette sotto accusa il valzer delle poltrone e parla di “mercato delle vacche”.

 

È stato così per tutti i cambiamenti che il sindaco, Letizia Moratti, ha apportato alla sua squadra. Sono stati tanti: due assessori spediti a casa dall’oggi al domani, due che si sono dimessi e almeno dieci deleghe passate di mano, sdoppiate e ridistribuite. Ieri a Palazzo Marino, durante il Consiglio comunale, è scoppiata di nuovo la polemica sul caso di Edoardo Croci, ex assessore alla Mobilità e padre di Ecopass. Quando il presidente dell’assemblea, Manfredi Palmeri, ha letto la comunicazione del sindaco, il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, è sbottato: "È vergognoso che la Moratti non abbia neppure il coraggio di venire in Consiglio per comunicare l’ennesimo rimpastino della sua giunta".

 

Tesi che la maggioranza non ha neppure cercato di contrastare. Anzi, a dare man forte all’opposizione ci ha pensato il repubblicano, eletto nelle file del Pdl, Franco De Angelis: "La revoca e la nomina degli assessori è compito del sindaco, non del Consiglio. Va da sé che dovrebbe essere il sindaco a illustrare gli ultimi cambiamenti".

Modifiche che, in estrema sintesi, vedono le deleghe di Croci sdoppiate e ridistribuite. L’ex assessore aveva in capo l’Ambiente (oggi assegnato alla new entry Paolo Massari), la mobilità e i trasporti (già attribuiti al vicesindaco, Riccardo De Corato) e il Bike sharing. Massari però non si è accontentato dell’Ambiente e ha preteso la delega all’Amsa, che gli è stata concessa, sottraendola a Maurizio Cadeo. Quest’ultimo, tuttavia, non ha gradito: così è stato ricompensato con l’ultima competenza del silurato Croci: il Bike sharing. Quanto interessa questo balletto ai milanesi? Poco, anzi nulla. Eppure fa parte del gioco, dei bilancini dentro una coalizione, fra i suoi partiti politici, nelle correnti.

 

Per esempio, l’assessore all’Urbanistica, Carlo Masseroli, ha fatto un altro passo avanti: aveva già ricevuto l’Housing sociale (sottraendolo al collega Gianni Verga) e ora ha guadagnato anche la Pianificazione delle infrastrutture di trasporto, traffico, viabilità e parcheggi. È cresciuto anche Bruno Simini, che ha aggiunto ai Lavori pubblici il Controllo sulle opere nel sottosuolo realizzate da A2A, MM e ATM. Ma il vero vincitore di questa partita è il vicesindaco, Riccardo De Corato. Nel 2006 era assessore alla Sicurezza e oggi si ritrova con un elenco sterminato di deleghe: Traffico, Trasporti, Mobilità, Politiche tariffarie per il trasporto pubblico (tariffe di ingresso veicoli inquinanti, car sharing, car pooling, politiche dei tempi e degli orari della città), Controllo servizi Atm.

 

Come sempre c’è chi stravince, chi vince e basta, chi perde. Tutti però sono sempre in sella. Il sindaco Moratti, di teste, ne ha mozzate parecchie in questi tre anni e mezzo. Le dimissioni di Croci, più o meno spontanee, sono soltanto l’ultima defenestrazione. La prima a rimetterci le penne è stata Carla De Albertis nel febbraio 2007, il secondo Vittorio Sgarbi nel maggio 2008, la terza Ombretta Colli e la quarta Tiziana Maiolo, entrambe nel marzo 2009. Insomma, con donna Letizia c’è poco da scherzare.

di Ersilio Mattioni

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