Verranno utilizzati per i primi interventi e per le infrastrutture necessarie in Lombardia. Prossimo passo è la presentazione al Cipe dell'elenco delle opere e dei finanziamenti
Milano, 16 dicembre 2008 - "Senza quei fondi l’Expo si blocca", minacciava una Letizia Moratti preoccupatissima in una delle sue ultime interviste. E ieri, invece, come per miracolo, le nubi nere si sono dissolte: Roberto Castelli ha portato al Tavolo Lombardia, riunito per la seconda volta, 5 miliardi di euro. Fondi reperiti in finanziaria e con il decreto 185. "Soldi da spendere al Nord", ha puntualizzato il leghista sottosegretario alle Infrastrutture con una punta di soddisfazione. "Sono risorse non direttamente destinate all’evento in programma nel 2015, ma di finanziamenti per la legge obiettivo che possono ampiamente coprire l’Expo (compresi i 2,3 miliardi che servono)e anche altre opere essenziali". Già, si tratterà però di decidere se è più importante realizzare il terzo valico oppure 'spalmare' quei fondi su un capitolo delle infrastrutture Expo.
Castelli l’ha detto chiaro e tondo: il governo dovrà decidere quali opere finanziare. Ma il sindaco, intanto, ha tirato un sospiro di sollievo, minimizzando sulle dichiarazioni dei presidenti del Pdl al Senato e alla Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto. "È stato fatto un passo avanti molto importante da parte del governo per reperire fondi sulla legge obiettivo per le opere Expo. É chiaro che ora bisognerà vigilare", ha ribadito la Moratti. Controllare che i fondi non si disperdano. Soddisfatto anche il governatore Roberto Formigoni in qualità di presidente del Tavolo Lombardia. Molto meno il presidente della Provincia, Filippo Penati, che ha abbandonato il Tavolo perchè escluso da una riunione riservatissima, presenti Castelli, Bracco, Moratti e Formigoni. E ora?
Prossimo e decisivo passo è la presentazione, dopodomani mattina, al Cipe (Comitato interministeriale di programmazione economica) dell’elenco delle infrastrutture "e dei finanziamenti via via necessari per le opere che dovranno essere realizzate in vista dell’Expo". Ricapitolando: nel dettaglio, come ha illustrato Formigoni, complessivamente sono 65 opere infrastrutturali che dovranno essere concluse entro il 30 settembre 2014.
Sono state divise in tre elenchi: 13 opere "essenziali", quelle che cioè riguardano l’area in cui si svolgerà la manifestazione, i collegamenti stradali diretti, il potenziamento di metro, le vie d’acqua (complessivamente 1,854 miliardi di euro); 17 opere connesse, incluse nel dossier di candidatura (valore 11,718 miliardi), e che includono interventi esterni all’area Expo, tra cui Pedemontana, Brebemi, M4 e M5 (valore 11,718 miliardi). I primi due elenchi fanno parte del dossier di candidatura, sono dunque un impegno internazionale, il terzo, con 35 opere necessarie (per un valore complessivo di 11,305 milardi), invece no.
Intanto Emanuele Fiano, deputato del Pd precisa: "Noi sappiamo che giovedì scorso il governo è venuto in aula a dire che mancano 2 miliardi e 700 milioni. Se i soldi ci sono siamo i primi ad esserne contenti. Vedremo giovedì, al Cipe, se il governo passerà dalle parole ai fatti".
di Stefania Consenti
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