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BANCAROTTA FRAUDOLENTA

Condannata a 6 anni di reclusione
la teleimbonitrice Vanna Marchi

Pene di 4 anni e 6 mesi per la figlia Stefania Nobile e il sedicente mago do Nascimiento. La 'signora delle televendite' sarà bandita dalla tv per 10 anni

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Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile (Ap / Lapresse) Milano, 14 ottobre 2008 - Sei anni di reclusione. Questa la pena inflitta dai giudici della seconda sezione penale a Wanna Marchi, la "teleimbonitrice" accusata di concorso in bancarotta fraudolenta insieme alla figlia Stefania Nobile e al sedicente mago Mario Pacheco do Nascimento, condannati invece a 4 anni e 6 mesi di carcere.

 

La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione penale. I tre imputati sono accusati di aver distratto 21 milioni, guadagnati truffando moltissime persone con le vendite in televisione dei numeri del Lotto e del kit contro il malocchio. Nelle parole del pubblico ministero Riccardo Targetti, percepiti "per lo più convicendo (e talvolta costringendo) la clientela a versare il prezzo dei beni e servizi resi (amuleti contro il malocchio e altre prestazioni di natura 'esoterica') in denaro contante, omettendo di versarlo nelle casse aziendali o di impiegarlo comunque al fine di fronteggiare i costi e gli oneri dell'impresa", come scritto nel capo di imputazione.

 

L'impresa è la società Asciè, che gestiva l'attività televisiva di Marchi, dichiarata fallita dal Tribunale il 9 maggio 2003. Le "distrazioni" sarebbero avvenute a partire dal 1998. A tutti gli imputati il pubblico ministero contestava l'aggravante di aver commesso il reato in più di cinque persone e quella dei plurimi fatti di bancarotta documentale e patrimoniale. I presunti complici - ritenuti o amministratori di diritto o amministratori di fatto della società - sono usciti dal procedimento con patteggiamenti a 3 mesi di reclusione nel maggio 2007. Le pene applicate erano in continuazione a quelle definitive per la vicenda delle truffe delle televendite.

 

Oggi i giudici hanno inoltre condannato gli imputati a risarcire i danni alla parte civile, rappresentata dal curatore del fallimento della Asciè, Mario Franco. Se il risarcimento sarà stabilito in sede civile, i giudici hanno tuttavia disposto il pagamento di una provvisionale di 187mila euro. Marchi è stata infine interdetta in perpueto dai pubblici uffici, mentre i coimputati per 5 anni. E per dieci anni non potrà lavorare in televisione. Tra novanta giorni i giudici depositeranno le motivazioni della sentenza.

 

"L'unica magra soddisfazione è che è stata rigettata la richiesta di una provvisionale di 21 milioni, infatti è stato detto che sarà un apposito giudizio a stabilire l'ammontare del risarcimento". Lo ha dichiarato l'avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Wanna Marchi e Stefania Nobile, a margine della sentenza.

 

"Faremo appello contro la sentenza che, nella peggiore delle ipotesi, è destinata essere riunita all'altra e dunque ridimensionata", ha concluso il legale, riferendosi alle condanne per truffa.










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