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LA LINEA DURA DI PALAZZO MARINO

E ora fanno la multa ai muri sporchi

Sanzioni in arrivo per chi non ripulisce dai graffiti i muri delle proprie case. Si parla di ammende da 500 euro. La Moratti: "Parigi è il nostro modello"

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Murales Milano, 26 settembre 2008 - Multe in arrivo per chi non ripulisce dai graffiti i muri delle proprie case. Milano vuol fare come Parigi e costringere i proprietari o gli amministratori di condominio degli stabili a garantire una pulizia periodica delle facciate imbrattate dai writers. Una misura che il sindaco Letizia Moratti potrebbe già inserire nell’imminente e annunciata ordinanza anti-graffitari.

 

I legali di Palazzo Marino in questi giorni sono al lavoro proprio per capire se l’obbligo di pulizia a carico degli amministratori di condominio sia compatibile con le leggi vigenti. Se così fosse, nell’ordinanza sarebbe già inserira una sanzione (500 euro?) per gli amministratori che non adempiono all’obbligo di far cancellare le tag e i murales. Questa la via più rapida per avviare la ripulitura delle facciate.

 

Ma ce n’è anche una più lenta dal punto di vista dell’iter amministrativo, ma forse più sicura dal punto di vista legale: il rischio di ricorsi al Tar, infatti, è sempre dietro l’angolo. Ad anticiparla è stata la stessa Moratti, in una lettera a Libero dello scorso 14 settembre: "Città come Parigi impongono di mantenere decorose le facciate dei palazzi. È una questione di senso civico. La Giunta a questo proposito proporrà al Consiglio comunale di inserire questa norma nel regolamento edilizio".

 

Ordinanza immediata o cambio del regolamento edilizio sottoposto al Consiglio comunale. Questo il nodo che il sindaco ha intenzione di sciogliere nei prossimi giorni. Tecnicismi a parte, comunque, la scelta di "imporre" — il verbo è quello usato dal numero uno di Palazzo Marino — ai condomini di ripulirsi le facciate a proprie spese sembra definitiva. Lo conferma anche l’assessore all’Arredo e decoro urbano Maurizio Cadeo: "Sì, vogliamo prendere esempio da Parigi, comprese le multe per chi non ripulisce le facciate. Gli amministratori di condominio devono assumersi le proprie responsabilità".

 

Ogni riferimento polemico alla scarsa adesione dei membri dell’Anaci milanese alla campagna I lav Milan lanciata da Comune e Amsa nei mesi scorsi è, naturalmente, puramente voluto. Sì, perché se molto è stato fatto, molto resta ancora da fare. I numeri: dal luglio 2007 ad oggi l’amministrazione comunale ha investito 28 milioni di euro; puliti oltre 24 mila stabili, anche se il 25 per cento di questi (circa 5 mila) sono stati risporcati.

 

Al bastone (le multe), Palazzo Marino abbina anche la carota, cioè nuove tariffe Amsa ancora più convenienti per la pulizia dei muri. Ad ottobre, infatti, oltre a una pulizia gratuita di oltre 7 mila stabili ancora imbrattati dai writers, il Comune lancerà la campagna "Un euro per avere muri sempre più puliti". È la Moratti a illustrarla: "Bastano sette euro a settimana per ogni palazzo, il costo di qualche caffè, per garantire cinque anni di ripulitura".

 

Ogni condominio non sarà costretto a rivolgersi all’Amsa, ma potrà cancellare i graffiti grazie anche a volontari o ad altre ditte private. Nel mirino del Comune, dunque, finiscono i condomini, le vittime dei graffitari, ma anche questi ultimi. Nell’ordinanza, infatti, è previsto un inasprimento delle sanzioni pecuniarie per chi imbratta i muri. Non solo. Dovrebbe essere anche previsto l’obbligo di ripulitura a carico del writer colto in flagranza di reato. Un modo per "rieducare" gli imbrattatori.

di Massimiliano Mingoia










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