Alta velocità in competizione con la nuova Alitalia. Le Ferrovie annunciano un convoglio ogni quindici minuti e tre ore di viaggio tra le due città entro dicembre del prossimo anno
Cernobbio, 8 settembre 2008 - Un treno ogni 15 minuti fra Roma e Milano a partire dal 14 dicembre. Tempi di percorrenza dimezzati sulla Milano-Bologna, a partire dalla stessa data. Tre ore di viaggio sulla Milano-Roma al posto delle quattro ore e mezza attuali entro il dicembre dell’anno prossimo. Nelle ore di punta (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21) ci saranno più treni che collegheranno le due città: la frequenza sarà di un convoglio no-stop seguito poi da uno che fermerà a Bologna-Firenze.
Una rivoluzione nei trasporti ferroviari sta giungendo a compimento — ha spiegato ieri mattina Mario Moretti, amministratore delegato di Ferrovie, al Workshop Ambrosetti di Cernobbio — proprio in concomitanza con la privatizzazione di Alitalia. Con queste premesse, è probabile che dalla fine del 2009 solo steward e hostess prenderanno l’aereo per spostarsi fra le due metropoli.
La previsione di Trenitalia è che nel giro di uno-due anni il 70% dei passeggeri in viaggio fra Milano e Roma prenderà il treno, con grande sollievo della nostra bolletta petrolifera. Tutti gli esperti di trasporti sanno, del resto, che le tratte ferroviarie comprese nell’ambito delle tre ore tendono a eliminare le corrispondenti tratte aeree. In Francia e in Germania, con la diffusione dell’alta velocità e la progressiva liberalizzazione del settore, accelerata dai costi iperbolici del petrolio, questo trasferimento dall’aria alla rotaia è già avvenuto: sulla tratta Parigi-Lione l’entrata in funzione del Tgv ha portato la quota del treno dal 47 al 74% già negli anni Ottanta. Lufthansa ha lanciato da tempo dei collegamenti ferroviari con l’ingolfatissimo aeroporto di Francoforte da diverse città tedesche, tagliando i voli corrispondenti.
I treni Lufthansa hanno gli stessi codici e offrono lo stesso identico servizio del volo, consentendo il check-in completo in stazione, compresi i bagagli fino alla destinazione finale. Ora AirFrance è in trattative con Veolia Transport, società leader del trasporto ferroviario privato in Europa, per istituire una joint venture su alcune tratte internazionali considerate ormai troppo poco competitive rispetto all’alta velocità.
Per il passeggero non sarà una novità assoluta, perché treni che fanno riferimento a Air France o a Lufthansa circolano già sulle ferrovie europee, ma dal punto di vista dell’operatore sì. Stavolta non saranno posti a sedere comperati dalle compagnie aeree su treni delle ferrovie statali, ma convogli operati privatamente da Air France in prima persona. In pratica, è la compagnia aerea che si trasforma in operatore ferroviario. Anche in Italia ci sono già due compagnie private — Ntv della coppia Montezemolo-Della Valle e Ferrotramviaria del conte Enrico Maria Pasquini (altro imprenditore satellite della famiglia Agnelli) — in pole position per sfruttare la liberalizzazione del business ferroviario.
E sul percorso Roma -Milano considerato uno dei collegamenti più redditizi d’Europa, insiste anche l’operazione Alitalia, che ha unificato i due principali vettori (AirOne e la compagnia di bandiera). La strategia di Moretti guarda con "molto favore" alla competizione nell’ambito della liberalizzazione del mercato. Un percorso che però dev’essere uguale per tutti e per questo l’amministratore delegato di Ferrovie chiede sostegno: "Non è possibile che la nostra alta velocità non riesca a entrare in Francia o in Germania, mentre da noi altri soggetti stranieri possono già farlo".
Nei disegni di Moretti, forte anche di un bilancio previsto vicino al pareggio per l’esercizio 2008, le Ferrovie non si fermano alla dorsale nevralgica d’Italia. Per il prossimo anno saranno ultimati i lavori sulla Torino-Milano e sulla Napoli-Salerno, poi sarà la volta della Trieste-Venezia. E c’è anche la sfida dell’internazionalizzazione: un obiettivo di grande importanza, secondo l’ad di Ferrovie, per non fare lo stesso errore di Alitalia, troppo concentrata sull’Italia e sui piccoli centri.
di Elena Comelli
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