Dopo alcune ore di camera di consiglio il giudice Gandus ha spiegato che "la ricusazione non sospende il dibattimento" e ha fissato le prossime udienze. Il premier: "Se fossi colpevole mi ritirerei dalla vita politica"
Milano, 20 giugno 2008 - Il processo sul caso Mills prosegue malgrado la richiesta di ricusazione del giudice Nicoletta Gandus fatta dai legali di Silvio Berlusconi. Lo hanno deciso i giudici della decima sezione penale del tribunale di Milano che hanno aggiornato il processo al 7 luglio. L'istanza di ricusazione sarà discussa dalla Corte d'appello il 10 luglio e la decisione dovrà arrivare entro 5 giorni, entro il 15 luglio.
Dopo più di due ore di camera di consiglio il giudice Gandus ha spiegato che "la ricusazione non sospende il dibattimento" e ha fissato il calendario delle prossime udienze del processo che vede imputato Silvio Berlusconi con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Dopo l'udienza del 7 luglio ce ne saranno due prima della sospensione per l'estate, il 14 e il 18 luglio, e poi il processo riprenderà il 19 settembre con udienza tutti i venerdì.
Nel merito delle questioni procedurali i giudici hanno respinto la richiesta delle difese di posticipare le testimonianze dei loro consulenti rispetto alla testimonianza di Paolo Del Bue, testimonianza che era prevista per la scorsa settimana in Svizzera ma che è stata rinviata a tempo indeterminato per motivi di salute.Per non bloccare ilprocesso, quindi, i consulenti delle difese saranno sentiti indipendentemente dalla testimonianza di Del Bue.
"Annuncio una conferenza la prossima settimana per denunciare la situazione della magistratura italiana e tutta la mia indignazione e la volontà di non vedere la volontà popolare essere sovvertita da chi infiltrandosi nella magistratura la usa per sovvertire la democrazia". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accalorandosi estremamente durante la conferenza stampa tenuta a Bruxelles al termine del Consiglio Europeo.
"Una cosa è certa - aveva esordito il premier rispondendo a una domanda - io nel '94 ho visto sovvertire il voto popolare da parte di una minoranza rivoluzionaria che sta nella nostra magistratura. C'è stato un sovvertimento della democrazia. Ho patito 15 anni di persecuzione per far si che questo non possa più accadere".
"Non pemetterò in alcun modo modiche il voto popolare, che la volontà degli italiani sia sovvertita da infiltrati nella magistratura che il resto della magistratura non sa mettere in un angolo - ha aggiunto Berlusconi - che usano accuse false e risibili come quella che mi è stata rivolta nel '94 quando sono stato assolto perché il fatto non sussiste, per un fatto che non esiste neanche nel codice penale, una invenzione pura di Pm e di giudici che usano il loro potere nell'ordine giudiziario che non è un potere ma soltanto un ordine per sovvertire la democrazia italiana questo non lo posso permettere".
Riferendosi al caso Mills il premier dice che "in ciò di cui sono accusato non c'è nemmeno l'ombra dell'ombra dell'ombra di una possibilità di verità e questo lo giuro davanti ai miei cinque figli, se fosse dimostrato che è vero forse mi ritirerei dalla politica e cambierei anche paese. Non conoscevo la persona, sono fatti che non esistono, risibili, come abbiamo dimostrato....Ancora mi devo vedere scrivere su certi giornali che che 'Berlusconi ritesse la sua tela di ragno attorno alla magistratura?' E' una cosa a cui non posso sottostare".
"Contro di me ci sono solo accuse false e risibil, non conoscevo la persona, lo giuro sui miei figli, se fosse vero mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l'Italia", dice dal canto suo il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, respingendo le accuse nei suoi confronti.
Il premier è tornato a parlare anche della cosiddetta norma 'salva-premier': "Appena vedrò i miei legali dirò che io non voglio approfittare di questa norma, perchè voglio allontanare qualunque sospetto. È una norma salva tutti". Il Cavaliere si è quindi detto "indignato per l'espressione usata da molti media italiani per definire l'emendamento".
A Milano come a Venezia. Con la possibilià di spostarsi su un battello come se fosse un tram e utilizzare lo stesso biglietto della metropolitana per percorrere il Naviglio Grande e quello Pavese