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IN AULA / IL RACCONTO DELLA SHOWGIRL

La Hunziker in aula contro l’assedio del fan

Lettere, telefonate, appostamenti sotto casa. E poi quella fissazione ripetuta: "Sono il padre di tua figlia e lei si chiama Aurelia, non Aurora!". Il pm chiede per l’uomo 4 mesi

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Michelle Hunziker Milano, 15 maggio 2008 - Lettere, telefonate, appostamenti sotto casa. E poi quella fissazione ripetuta: "Sono il padre di tua figlia e lei si chiama Aurelia, non Aurora!". Quell’uomo era un suo fan appassionato, ma a poco a poco si è trasformato per lei in un incubo. E così, dopo aver sporto denuncia a suo tempo, ieri mattina l’attrice e showgirl Michelle Hunziker si è presentata puntuale nell’aula del processo al suo molestatore. Ha scelto l'ingresso posteriore del tribunale, meno frequentato, e poi, anche per evitare i capannelli di curiosi, le è stato concesso di attendere la convocazione al banco dei testimoni rimanendo nella camera di consiglio, la stanza riservata in genere solo ai giudici.

 

Addosso una camicia bianca, un paio di jeans e sandali, Hunziker ha poi testimoniato davanti al giudice Antonella Bertoja, ripercorrendo la vicenda che nel marzo 2006 la spinse a denunciare l’ammiratore che dal dicembre precedente aveva cominciato a tempestarla di lettere. L’uomo, di origini slovacche, non la minacciava. Anzi. Ma era troppo zelante, arrivava a presentarsi sotto la sua abitazione, in un’occasione le aveva chiesto: "Mi hai riconosciuto?". Nel settembre 2006 era tornato alla carica, suonando insistentemente al citofono. E un mese dopo venne bloccato da una guardia del corpo della showgirl, mentre tentava nuovamente di avvicinarsi. Intervennero i poliziotti e lui tentò di giustificarsi con frasi che, secondo un agente ascoltato ieri in aula, avrebbero testimoniato la sua scarsa lucidità. "Michelle e sua figlia sono in pericolo. E io sono il vero padre della bambina".

 

L’uomo, del resto, aveva già manifestato il suo affetto nei confronti della bambina, che oggi ha 11 anni, inviandole un piccolo regalo per il suo compleanno, il 5 dicembre. "Ero intimorita - ha spiegato Michelle - per questo ho dovuto sporgere denuncia. Non tanto per me ho avuto paura, ma per mia figlia". In chiusura di udienza, il pubblico ministero Erika Marinelli ha chiesto la condanna del fan troppo premuroso a 4 mesi di reclusione, con la concessione delle attenuanti generiche. Il processo riprenderà il prossimo 2 luglio con l’arringa dell’avvocato difensore Gioacchino De Luca. Quel giorno dovrebbe essere emessa anche la sentenza. Hunziker non si è costituita parte civile nel processo.

di Mario Consani










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