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MANGIAGALLI

Il chip magnetico che salva i neonati

Il nuovo marchingegno, messo a punto da Fabio Mosca, il primario neonatologo, permetterà di avere sempre sotto controllo la situazione, evitando errori nella identificazione dei piccoli, ma anche di sapere esattamente in quale punto dell´ospedale si trovano

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nursery Milano, 11 aprile 2008 - "Come evitare scambi di bimbi in culla? A volte non bastano i braccialetti e così in Mangiagalli sono partiti i test per un nuovo dispositivo". E' quanto si legge sulle pagine di cronaca milanese di un quotidiano nazionale.  "Sulla 'molletta' ombelicale, quella che viene utilizzata per tagliare e chiudere il cordone dei neonati, sarà istallato un micro-chip munito di un rilevatore magnetico.

 

Il nuovo marchingegno, messo a punto da Fabio Mosca, il primario neonatologo, permetterà di avere sempre sotto controllo la situazione, evitando errori nella identificazione dei piccoli, ma anche di sapere esattamente in quale punto dell´ospedale si trovano - prosegue l'articolo -. In pratica, gli spostamenti interni saranno vigilati da una centralina, che darà l´allarme nel caso in cui il neonato venisse portato via dall´ospedale senza l´autorizzazione della madre". "Il nuovo dispositivo, che i medici definiscono 'clamp ombelicale', si sperimenta in Mangiagalli ma una volta messo a punto sarà utilizzato anche al Buzzi - continua ancora l'articolo -. Questi due ospedali garantiscono 10.500 parti l´anno e con una 'produttività' così elevata il rischio di scambiare i neonati in culla cresce in maniera esponenziale. Proprio per questo, la Mangiagalli ha deciso di andare oltre il tradizionale braccialetto".

 

"Di questa novità si è parlato ieri in Regione, quando il presidente Formigoni ha annunciato lo stanziamento di 50 milioni di euro che serviranno a dare vita al primo 'ospedale poli-centrico materno infantile', frutto della collaborazione tra la Fondazione Policlinico-Mangiagalli e il Buzzi - si legge sul quotidiano -. In via Sforza, verrà costruito un nuovo monoblocco mentre al Buzzi saranno riqualificati il day hospital, le sale operatorie e il servizio di patologia neonatale. Entro il 2009 apriranno infine tre nuovi reparti per i piccoli: oculistica, neurochirurgia e neurologia.

 

Nell´ospedale il professor Mosca sta anche sperimentando l´uso di cellule staminali per riparare i polmoni dei bimbi nati prematuri, studio fatto con la 'cell factory' diretta da Paolo Rebulla e un centro di ricerche canadese.










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