La petizione per evitare lo smantellamento va in Rete
Scatta la sfida dei Guzzisti «Salvate la mitica Aquila»
di ANDREA MORLEO
LECCO
IL POPOLO dei «guzzisti» è chiamato a raccolta per una battaglia che vede come obiettivo la salvaguardia di un pezzo di loro stessi. Una batt...
2009-07-09
di ANDREA MORLEO
LECCO
IL POPOLO dei «guzzisti» è chiamato a raccolta per una battaglia che vede come obiettivo la salvaguardia di un pezzo di loro stessi. Una battaglia di orgoglio e appartenenza il cui tam-tam mediatico è iniziato ufficialmente ieri con la pubblicazione online della petizione. Obiettivo: opporsi al trasferimento dello storico marchio Moto Guzzi. La crisi, lo ripetono ogni giorno analisti ed esperti, è globale. La risposta alla minaccia di un possibile trasferimento dellAquila lontano da Mandello ha assunto così le forme della mondializzazione.
LA PETIZIONE «No al trasferimento della Moto Guzzi» è stata da ieri ufficialmente pubblicata in internet e diramata a tutti i siti dei fan - che sono tanti e sparsi in tutto il mondo - del glorioso marchio dellAquila. Lidea è venuta ai lavoratori e rappresentanti sindacali dello stabilimento di via Parodi 57, che ieri hanno indetto una conferenza-stampa per annunciare anche «Moto di protesta»: un controraduno organizzato per il 19 settembre prossimo in cui i partecipanti andranno anche a dimostrare sotto la sede della Provincia di Lecco.
«ABBIAMO VOLUTO organizzare questa serie di iniziative - ha spiegato ieri Mauro Castelli della Fiom-Cgil - per sensibilizzare i guzzisti di tutto il mondo e gli appassionati di moto in genere sulla grave situazione della nostra azienda. Unazienda con la quale attendiamo di incontrarci dal 18 marzo scorso senza riuscirvi». Liniziativa, unica nel suo genere, registra anche lappoggio dellAmministrazione comunale di Mandello del Lario rappresentata ieri dal sindaco in persona. «Il nostro Comune è in prima linea in questa battaglia - ha spiegato ieri Riccardo Mariani -perché la Moto Guzzi è un patrimonio della nostra comunità e dellItalia in genere». Giusto per non essere fraintesi il primo cittadino ha già annunciato sin da ieri che prenderà parte al raduno di protesta «in sella alla mia Guzzi e con tanto di tricolore». Mariani appare battagliero, tanto che nei giorni scorsi ha inviato una lettera a Roberto Colannino, amministratore delegato del Gruppo Piaggio. «Ho ridabito la necessità di un incontro quanto prima - ha detto - perché la Guzzi è anche un veicolo di turismo importante per il nostro Comune e il nostro lago».
LA PREOCCUPAZIONE per il futuro della Guzzi a Mandello resta alta. Del resto, gli ultimi mesi non fanno ben sperare. Negli scorsi mesi di dicembre e gennaio tutti i 150 lavoratori sono stati messi in cassa integrazione a «zero ore» per consentire la ristrutturazione degli stabilimenti. Poi sono arrivate altre due settimane di cassa a maggio e giugno mentre unaltra è attesa per questo mese in corso.
«IL PROBLEMA è che lazienda non offre alcune prospettive - spiega Mario Todeschini, segretario Fim-Cisl - ma bisogna scongiurare che Piaggio, che ormai si confronta con logiche globali, tratti Guzzi come una questione solo di contenimento dei costi. Altrimenti si snatura la peculiarità stessa del marchio». Per resistere si punta sullorgoglio. «Chiediamo lappoggio ai guzzisti - dice Fabrizio Zucchi delle Rsu - clienti con i quali abbiamo un rapporto straordinario. Noi siamo il marchio di moto più vecchio dItalia e vogliamo continuare ad esserlo. Ma a Mandello: on siamo mica come le Cinquecento, che ormai sono prodotte in Europa dellEst».