Nuovo appello di tre associazioni per evitare la sospensione dellalimentazione
I medici: «Eluana è fuori pericolo»
di DANIELE DE SALVO
LECCO
STANNO «leggermente migliorando» le condizioni di Eluana Englaro, la donna lecchese di 37 anni, in coma vegetativo dal 1992, nei giorni scorsi ...
2008-10-15
di DANIELE DE SALVO
LECCO
STANNO «leggermente migliorando» le condizioni di Eluana Englaro, la donna lecchese di 37 anni, in coma vegetativo dal 1992, nei giorni scorsi colpita da una grave emorragia, poi rientrata. Già da domani, come ha spiegato il neurologo Carlo Alberto Defanti, che la segue da anni, «potrebbe essere fuori pericolo». I parametri sono rientrati nella norma e più trascorre il tempo più le sue condizioni di salute migliorano. Non è tuttavia escluso che in futuro possa incappare in altre gravi crisi. Defanti ha anche voluto anche replicare alle affermazioni contenute nellappello che alcune associazioni hanno inviato oggi al procuratore generale di Milano.
«LA GHIANDOLA ipofisaria di Eluana - ha spiegato il medico - non ha mai cessato di funzionare dopo lincidente perché i centri nervosi che sovrintendono alla regolazione ormonale, e in particolare lipotalamo, non sono stati colpiti». Non solo dunque, secondo il neurologo, «queste tesi sono prive di fondamento, ma vengono da chi non conosce né ha mai studiato la biologia». Papà Beppino intanto confessa che avrebbe preferito «lo stesso silenzio che mi sono imposto io - spiega - non solo per me e per Eluana, ma anche per rispetto delle altre persone. Nessuno meritava un tale atteggiamento, se non altro per rispetto del luogo. Ho stima delloperato dei cronisti, ma alcuni momenti devono rimanere nella sfera del provato». Lo dice solo adesso che lallarme è rientrato, perché prima non era opportuno parlare, sempre per rispetto del momento. Solo adesso che lemorragia sembra un ricordo il genitore è disponibile almeno ad accennare a come ha reagito agli ultimi giorni. «Ormai, dopo 17 anni di inferno, sono preparato a tutto - racconta -. Si dovrebbe essere sempre pronti alla morte, perché fa parte dellesistenza, anche quando riguarda una persona speciale come una figlia. Io penso di esserlo e quindi ho accettato quanto successo. Non posso concedermi il lusso di venire colto impreparato. Può capitare, come di fatto è avvenuto, che persone debbano affrontare simili situazioni». Guai però a parlare di rassegnazione.
«LA RASSEGNAZIONE non mi appartiene - dice -. È un atteggiamento diverso dallaccettazione degli eventi della vita e dallessere pronti davanti alla morte. Quello a cui non sarò mai pronto e che non potrò mai accettare è il resto, è che altri dispongano dellesistenza e della libertà altrui, che condannino gli altri a vivere. Io non ho la pretesa di insegnare nè di imporre nulla a nessuno. Sono i medici, i magistrati e quanti si oppongono a che la natura faccia il proprio corso che hanno avuto la pretesa di imporre i loro valori. Io non sto facendo altro che dare voce al grido di libertà di Eluana. È la società che vorrebbe che mia figlia fosse diversa invece che accettare il suo desiderio che riguarda solo lei». Intanto si attende che l11 novembre la Cassazione decida se Eluana deve vivere o possa essere lasciata morire.