Torna alla home di Quotidiano.net
CANALI
Home Quotidiano.Net | Multimedia

NUOVO ALBUM

Mina, la dea sconsociuta
E' signora anche del rock

Dodici canzoni: scelte spiazzanti di una donna che cerca di non essere prigioniera del suo mito. Tra le sorprese, un duetto con Manuel Agnelli. Copertina e cofanetto, invece, ridisegnano le immagini del passato con emotiva semplicità

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Milano, 30 ottobre 2009 - Mine vaganti sono queste dodici canzoni migranti, golose, indecenti (Malgioglio, dai!). Il ritratto di una donna che cerca di non essere prigioniera del mito di Mina. Nella scelta degli autori, da Cristiano, qui bravo, a Mingardi e Tirelli, Manuel Agnelli con gli Afterhours e Boosta. Il rock militante, spesso antagonista, ma d’autore. Un gruppo di esordienti e il nipotino Axel che merita un breve discorso a parte.

 

Copertina e libretto di Mauro Baletti ridisegnano le immagini del passato con emotiva semplicità (tutto fuorché infantile). Colorate come si merita “Facile”, lavoro di svolta e di sintesi in dodici canzoni. Ci sono gli inediti dei famosi e dei non famosi, i duetti, ma le scelte sono spiazzanti, diverse. Testimoniano dialogo, curiosità, un insospettabile amore giovanile per lei. Da parte di Boosta, Davide Dileo, socio fondatore e tastierista dei Subsonica, che scrive, arrangia e suona “Non ti voglio più”, realizzando un desiderio noto da tempo. Un testo d’amore che è evasione nuda da un linguaggio generazionale.

Quinte elettroniche anni ‘70, Eno e Roxy gli indiziati maggiori. Canone beatlesiano, mi fanno notare. Più lontana e articolata la collaborazione con Manuel Agnelli, che parte da “Tre volte dentro di me”, ma questo è il primo inedito vero. Suo e della band, per sottolineare forse che l’unica rock è Mina.

 

Parola di Manuel: "In realtà siamo rimasti in contatto e dopo le cose belle che ha detto su di noi a Sanremo, mi ha telefonato. Allora mi sono sentito un verme per non avere scritto prima qualcosa. Si trattava solo di avere coraggio. Mi ci sono messo di buzzo buono ed è arrivata “Adesso è facile”. Non doveva essere un duetto, io le avevo solo inviato la voce guida, facendo del mio meglio: è stata un’idea sua che ha in parte riscritto e chiarito il senso della storia. Non abbiamo cantato nella stessa stanza ed è stato meglio, mi avrebbe messo addosso una pressione eccessiva. Ed è stata sempre lei a volere il suono e gli arrangiamenti degli Afterhours". È la cosa più bella del disco.

 

Per il resto, non che si sia buttato via tutto il peggio del passato, in fondo lei lo amava. I suoi fan di più. “Questa vida loca” di Malgioglio è la cover e la confessione finalmente credibile di un modo di vivere la vita. Loca e non sempre felice. Eccessiva, vera. Come “Carne viva”. Un’altra faccia conosciuta di Mina. Altrove si gioca e celentaneggia (“Volpi nei pollai”). Inutilmente. Del nipotino Axel Pani sceglie una ballata che ha il soffio dell’anima “Con o senza te”, firmata con Samuele Cerri. Ma anche un singolo francamente incomprensibile, “Il frutto che vuoi”. Mingardi intimista le porta “Ma tu mi ami ancora?”, che ha l’estensione dell’acuto extralarge a prescindere. Anni ‘60.

 

L’album suona vario e sfizioso, attraversato dal rock e dal jazz, affidato democraticamente a un pool di bravi arrangiatori: Franco Serafini, Nicolò Fragile, Gabriele Comeglio e Massimiliano Pani, che è anche il produttore dell’album. E qualcosa di più. Due parole sugli autori. Malgioglio ha minacciato di dare a Mina “Carne viva” all’Isola dei famosi. Di Mingardi (e Tirelli) posso sottolineare la coerenza e il citazionismo da eroi del rock e del soul. E l’appetitoso jazz blues “Più del tartufo sulle uova”.

Mattia Gysi collabora con Cerri e Axel Pani (“Per poco che sia”). Maurizio Morante è con Axel nei crediti del singolo. Mi piacciono meno Matteo Mancini e Gianni Bindi, bravi invece Luca Angelosanti e Francesco Morettini, altra coppia di esordienti al fianco di Stefano Cenci (“Brivido felino”) in “Ma c’è tempo”. Divina, non solo in questo, lei.

di Marco Mangiarotti










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Mina

Opera canzone, terreno minato

di Marco Mangiarotti

TG LIS La NazioneIl tg del 9 febbraio 2010, edizione delle 18Teheran, assalto all'ambasciata italianaDoutzen Kroes, lezioni di seduzione per San Valentino