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Giovanni Frigerio è stato colpito da un ramo

Muore schiacciato dall’albero che il fratello stava tagliando

di PAOLA PIOPPI
— FAGGETO LARIO —
IN TRE NEL BOSCO a tagliare legna, finché un ramo non è finito sulla testa di Giovanni Frigerio, 57 anni, morto ieri pomeriggio a poco di...
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2009-01-06
di PAOLA PIOPPI
— FAGGETO LARIO —
IN TRE NEL BOSCO a tagliare legna, finché un ramo non è finito sulla testa di Giovanni Frigerio, 57 anni, morto ieri pomeriggio a poco distanza dalla sua abitazione, nella frazione di Molina.
Un ramo che è stato tagliato dal fratello Angelo, il quale non si è accorto che la traiettoria di caduta era esattamente sopra a suo fratello, dalla parte opposta del tronco.
L’UOMO è così deceduto sul colpo, stordito mortalmente dal peso del ramo che si è abbattuto su di lui, senza che nemmeno facesse in tempo a cercare di allontanarsi, di muovere un passo da quel punto fatale. L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio alle 15, in una zona boschiva di Molina a un paio di chilometri dall’abitazione della vittima. I carabinieri di Como e della stazione di Pognana Lario, stanno lavorando per capire in quali esatte condizioni sia avvenuto l’incidente, le cui circostanze e modalità potrebbero portare all’apertura di un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo, per valutare se quel ramo poteva evitare di franare addosso alla vittima, e se quel prelievo di legna stava avvenendo in condizioni di sicurezza precarie.

OPPURE SE, al contrario, tutto debba essere ricondotto a una disgrazia. Da quanto riscontrato ieri pomeriggio, nelle ore in cui i medici del 118 e le squadre del soccorso alpino recuperavano il corpo di Frigerio, sembra che i due, assieme a un amico, stessero tagliando legna per uso privato nell’appezzamento boschivo di un conoscente. Quando è accaduta la tragedia, è stato l’amico a correre a valle chiamando i soccorsi, forse sperando che per Frigerio si potesse fare ancora qualcosa, mentre il fratello tentava invano di rianimarlo.

UN DRAMMA consumato in un attimo, che ha gettato nella disperazione due famiglie, e in merito alla quale ora il magistrato di turno della Procura di Como, Antonio Nalesso, dovrà valutare le eventuali responsabilità. Ricostruire con precisione la dinamica, in un caso come questo, sarà fondamentale per comprendere se c’è stata imprudenza e in che modo: di chi ha tagliato quel ramo senza prestare sufficiente attenzione alla traiettoria che avrebbe seguito, o se la vittima si è spostata in maniera imprevista, andando incontro a quel colpo che gli è stato fatale.









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