Dopo averlo picchiato, gli avevano sparato alla bocca la Vigilia di Natale
Verna è morto, caccia agli assassini
di PAOLA PIOPPI
CABIATE
È MORTO IERI mattina Andrea Verna, senza mai riprendere conoscenza dal momento in cui qualcuno gli ha sparato. I medici del reparto di Rianimazione ...
2009-01-04
di PAOLA PIOPPI
CABIATE
È MORTO IERI mattina Andrea Verna, senza mai riprendere conoscenza dal momento in cui qualcuno gli ha sparato. I medici del reparto di Rianimazione dellospedale SantAnna di Como, dove il trentenne era ricoverato dalla vigilia di Natale, hanno staccato le macchine che lo tenevano in vita artificialmente, dopo che anche gli ultimi esami avevano decretato lassenza ormai stabilizzata di attività cerebrale.
COSÌ lindagine coordinata dal sostituto procuratore di Como Simone Pizzotti, e portata avanti dai carabinieri di Cantù e del Reparto Investigativo di Como, prosegue per omicidio volontario, e non più per tentato omicidio come era avvenuto una settimana fa, quando ancora esisteva qualche speranza di poter salvare il ragazzo. Una morte determinata da botte violentissime rimediate dal giovane, che lo avevano mandato in fin di vita da chi lo aveva abbandonato a terra sul marciapiede a Cabiate, in via Dante, ma anche da un colpo di pistola esploso in bocca.
QUALE DELLE DUE aggressioni ne abbia determinato il decesso, sarà stabilito dallautopsia giudiziaria, un esame doveroso e determinante davanti a un reato così grave, soprattutto se messo a segno con queste modalità, e che sta alla base della negazione, da parte del magistrato attualmente di turno in Procura a Como, di autorizzare il prelievo degli organi della vittima, nonostante il consenso manifestato dai genitori. Per il momento gli inquirenti hanno circoscritto fortemente una serie di situazioni legate a Verna, il suo ambiente e le sue conoscenze, le frequentazioni ma, anche e soprattutto, i motivi che possano aver spinto qualcuno a maturare nei suoi confronti una lezione così pesante ed esemplare, anche nelle modalità. Un ambiente che i militari conoscono, come era a loro conosciuto lo stesso Verna, e che fin da subito è stato preso di mira per quanto riguarda gli accertamenti principali. Si tratta per il momento di situazioni e circostanze, senza che nessun nome abbia ancora attirato i sospetti principali. Arresti, fermi o focalizzazioni su un soggetto particolare sembra che ora non ce ne siano ancora, così come la certezza che a mettere a segno tale aggressione sia stata una sola persona, senza laiuto o la complicità di altri soggetti.
RESTA COMUNQUE il fatto che la quasi totalità delle attenzioni sono concentrate su uno spaccato particolare. Le modalità con cui è stato ucciso Verna, non tradiscono comunque unimprovvisazione o il gesto di gente avulsa da uno spaccato criminale ben definito: non solo per il possesso della pistola e luso in un modo così eclatante, forse non diretto ad uccidere ma sicuramente a compiere un gesto esemplare, ma anche per la pesantezza delle botte, per laggressione avvenuta per strada.
Circostanze a cui, quando sarà fatta chiarezza, si aggiungeranno le motivazioni che hanno scatenato una vendetta tale da ridurre una persona in condizioni così disperate e irrimediabili.