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Troppi debiti, opere a rischio

di FABRIZIO VERTUA
— BRESCIA —
«PROSEGUIREMO per la nostra strada, le nostre opere continueranno a essere portate avanti e concluse secondo i tempi stabiliti». Non si ferma,...
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2009-11-25
di FABRIZIO VERTUA
— BRESCIA —
«PROSEGUIREMO per la nostra strada, le nostre opere continueranno a essere portate avanti e concluse secondo i tempi stabiliti». Non si ferma, dunque, l’assessore ai lavori Pubblici della Provincia di Brescia Mauro Parolini, nonostante i fondi disponibili per il proprio settore siano ridotti praticamente a zero. La pesante situazione d’indebitamento in cui versa attualmente l’ente Provincia (circa 500 milioni di euro secondo quanto denunciato dal candidato del Pd Diego Peli in campagna elettorale), costringerà venerdì pomeriggio il Consiglio provinciale a deliberare una serie di tagli nell’assestamento del bilancio 2009.

OLTRE ALLA pesante situazione debitoria, la Provincia si trova a dover fare i conti con le mancate entrate provenienti dalla crisi del mercato delle automobili, il cui futuro è ancora incerto. Questo impone alla Provincia di risparmiare senza guardare in faccia a nessuno. Significativo il fatto che la Cassa depositi e prestiti non ritenga il Broletto affidabile per finanziamenti superiori agli 800 mila euro. Fra i settori maggiormente colpiti da questo clima di austerity c’è quello dei lavori Pubblici che quest’anno si vedrà stralciare opere previste, per un valore di 12,7 milioni di euro. Ad essere penalizzati i capitoli riguardanti le piccole manutenzioni, la bitumatura straordinaria, le reti paramassi, le gallerie e la segnaletica.

UNA SITUAZIONE difficile da affrontare per l’assessore Parolini, che ha dovuto intervenire in questi mesi sulle opere prioritarie in maniera alternativa. «Abbiamo fatto fronte a questa situazione di crisi attingendo a fondi che erano già stati destinati ad altre opere che ritenevamo essere meno urgenti rispetto, ad esempio, alla sistemazione delle frane e degli smottamenti nelle valli».

INSOMMA LA Provincia, dopo anni di grandi interventi, ma anche di grandi spese, si è trovata a dover fare le nozze coi fichi secchi, trovando soluzioni esterne all’ente come per le strade della Val Sabbia e della Val Camonica. «La Provincia è oggi un grande cantiere - spiega Parolini - la crisi, se non in maniera così pressante, si era già presentata anche negli anni scorsi. Il nostro percorso, sin da allora, è stato quello di cercare dei finanziamenti da altre fonti». In questi anni la Provincia è riuscita ad ottenere finanziamenti dallo Stato, dalla Regione e anche da altre province come ad esempio, quella di Trento che pagherà la metà delle tratto di Superstrada 237 che congiungerà la frazione di Ponte Re a Idro, completando l’intera infrastruttura. In carico ad Ans ci sono i nuovi stralci della Statale 42 che porta al Tonale, mentre nella Bassa la Corda Molle è a carico della Autostrade Centropadane.









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