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Fallita rapina a S.Polo per Vittorio Falzone, evaso dagli arresti

Una vita tra «colpi» e sbarre

di ITALIA BRONTESI
— BRESCIA —
LA «TEGOLA» che forse temeva è arrivata. Un nuovo ordine di custodia cautelare per Vittorio Falzone, 31 anni di Gardone Valtrompia, rapin...
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2009-01-03
di ITALIA BRONTESI
— BRESCIA —
LA «TEGOLA» che forse temeva è arrivata. Un nuovo ordine di custodia cautelare per Vittorio Falzone, 31 anni di Gardone Valtrompia, rapinatore. In carcere ha ricevuto il provvedimento firmato dal gip Carlo Bianchetti su richiesta del pm Lara Ghilardi per tentata rapina, un colpo andato a vuoto alla filiale di San Polo, in città, della Banca Valsabbina. Era il 22 dicembre e a scoprire che l’uomo armato di taglierino era l’irriducibile Falzone sono stati gli agenti della Squadra Mobile della Questura. Una rapina movimentata quella a San Polo, per la reazione di due clienti, due romeni. Falzone, armato di taglierino, è entrato nella filiale e ha minacciato il cassiere per farsi consegnare il denaro. Ma mentre quello stava per aprire la cassaforte, uno dei due clienti stranieri ha preso una sbarra che era nella banca e ha colpito il rapinatore. Falzone è scappato, è salito sull’auto dove lo attendeva la complice, Rossana Lotito, 23 anni incensurata, inseguito dall’altro romeno che per fermarlo si è aggrappato alla portiera. Il colpo è andato a vuoto, la fuga è riuscita. Ma l’auto, una Fiat Uno risultata rubata a Brescia, è stata rintracciata dai poliziotti nel parcheggio del centro commerciale Auchan a Roncadelle. Attraverso i filmati della videosorveglianza, ma anche da un’agendina che il rapinatore aveva perso durante la fuga su cui erano annotati numeri di telefono, gli agenti della Mobile sono risaliti al padre della complice. Il cerchio si è chiuso ancora attorno a Falzone che era in carcere dal 27 dicembre. L’avevano arrestato alle 10 del mattino i carabinieri di Gardone Valtrompia che lo cercavano per evasione e l’avevano trovato a Sarezzo in casa di un amico nascosto sotto il letto in mutande. Era evaso il 6 dicembre dagli arresti domiciliari in una comunità terapeutica nel Piacentino dove stava scontando la condanna per una rapina in banca messa a segno a Lumezzane in gennaio. Era evaso proprio perché temeva altre condanne. Il suo piano era mettere insieme con una serie di colpi, il denaro necessario a fuggire all’estero, in Brasile. Era evaso dalla comunità insieme a un altro pregiudicato per rapina Stefano Amato, 40 anni, bresciano. Amato ci ha ripensato e il 13 dicembre si è costituito al carcere di Verziano. Falzone è rimasto solo e ha continuato a fare il mestiere di sempre, il rapinatore. Il 23 dicembre a Gussago ha preso di mira la Banca popolare di Milano. I carabinieri l’hanno riconosciuto dai filmati e pochi giorni dopo l’hanno arrestato. Adesso il nuovo ordine di custodia cautelare per un altro colpo scoperto dalla polizia.









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