2008-12-18
di ALESSANDRO BORELLI
BERGAMO
«LE PROVINCE sono al centro di un attacco che nasce da un disegno ben preciso. Si vuole colpire lanello istituzionale oggi più debole per difendere altro. Il risultato è che, in un anno, la nostra amministrazione, che ha tutti i conti in regola, ha potuto contrarre mutui per solo 8 milioni e mezzo di euro, una somma insufficiente persino a garantire la manutenzione delle scuole». A poco meno di sei mesi dalla conclusione del suo secondo (ed ultimo) mandato alla guida della Provincia di Bergamo, il presidente Valerio Bettoni non usa, come sua abitudine, mezze misure.
A CHI GLI chiede quali sono i suoi progetti in vista della campagna elettorale che verrà, risponde: «Io non ho mai parlato di lista centrista. La lista, se ci sarà, avrà natura territoriale, aperta a persone anche con storie diverse alle spalle ma pronte a rimboccarsi le maniche per questo territorio. Operazione democristiana? Rispondo che la Dc ha fatto questo Paese. Ora il passato è passato, ma già De Gasperi, negli anni Cinquanta, parlava dellopportunità di avere, alle amministrative, liste non targate. Ecco perché a me non interessa il colore del gatto, ma voglio che sappia fare il suo mestiere. A me interessa solo la gente, perché è alla gente che rendo conto di quello che faccio».
E PROPRIO sul fronte del lavoro svolto, Bettoni snocciola i risultati ottenuti, o quelli che stanno ancora maturando, sul fronte della banda larga («Siamo stati i primi, dieci anni fa, a crederci. Ora vedo che Obama la indica come la strada del futuro»), dellenergia, dellacqua, delle infrastrutture («I 60 milioni per la variante di Zogno sono stati un bel regalo da parte della Regione»), della formazione. E aggiunge: «Ci attende un anno difficile, ma lossatura della Bergamasca è forte. Abbiamo 480 mila persone che lavorano, e questo conta anche se ciascuno deve fare la propria parte, comprese le banche a cui spetta lonere di non lasciare gli operatori da soli». Poi lancia un messaggio chiaro sullaeroporto: «È una forza per il territorio scandisce e per questo tutti dobbiamo fare in modo che le quote restino in mani bergamasche. Gli assetti possono cambiare aggiunge, con riferimento allipotesi di vendita delle azioni attualmente della Sea ma è fondamentale che a tenere la barra continui ad essere Bergamo, perché Orio è troppo importante».
RIGUARDO, invece, alle prospettive della Bassa, che sarà coinvolta nei prossimi anni da profonde trasformazioni, Bettoni torna sulla questione Brebemi: «Spero che dallUnione europea arrivi il via libera definitivo, in modo da poter far partire i lavori entro il maggio-giugno del 2009. Significherebbe dare disco verde ad una serie di altre opere, come lautostrada Bergamo-Treviglio che realizzeremo in project financing». In merito, infine, alla fisionomia della Provincia che verrà, e soprattutto allipotesi che a succedergli possa essere un esponente della Lega Nord con cui Bettoni ruppe quattro anni fa, il presidente è laconico: «I nostri azionisti ripete, usando unespressione che gli è cara sono i cittadini e i cittadini decideranno. Certo, sei mesi sono lunghi e può succedere di tutto».